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Il neo presidente si limita a definire “crimine di guerra” il massacro bosniaco. Le sue dichiarazioni non devono stupire, però. La classe politica serba non è riuscita a recitare a fondo il mea culpa e persino Boris Tadic ha sempre evitato di scomodare la parola con cui non si può non definire il più grave eccidio del secondo ’900 europeo. Più sorprendenti sono invece le parole spese su Vukovar, la città martire dei croati, distrutta dagli assedianti serbi nel 1991. Per Nikolic è una città serba. 

(Nella foto di Filip de Smet le commemorazioni della strage, nel 2005)

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Prosegue la striscia di racconti sui due paesi che ospitano Euro 2012, pubblicata dal quotidiano Europa. Dopo la storia dello Stadion Narodowy di Varsavia e quella del turismo alternativo a Chernobyl, oggi si parla del Palazzo della cultura e della scienza, il grattacielo più antico e famoso della capitale polacca. Lo volle Stalin in persona e questo, manco a dirlo, ha sempre portato la gente a odiarlo dal profondo. Oggi però i sentimenti sono cambiati: il palazzaccio piace a tutti. Guai a buttarlo giù.

(Le precedenti puntate sono raccolte nell’apposita rubrica di Europa)

(Nella foto il Palazzo della cultura e della scienza – Mt)

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Estremismo islamico, separatismo, attentati kamikaze, imam moderati ammazzati, presunte violazioni dei diritti umani da parte russa, aumento della presenza militare sul terreno. In Daghestan la situazione è sempre più nervosa. Tutto sembra pronto per una guerra, dice qualche analista. Ne scrivo su Reset DOC. Cliccando qui andate alla versione italiana dell’articolo. 

(La foto è di Max Avdeev, disponibile su Flickr.com)

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Islamic extremism, separatism, kamikaze killings, moderate imams executed, human rights violations and a growing military presence on the ground. Dagestani scenario is more nervous than ever before. A war could erupt soon, some analysts say. Click here to read the English version of the article I wrote for Reset DOC. 

(Picture by Max Avdeev, posted on Flickr.com)

Pubblicato da Europa il 29 maggio 2012

Perse le presidenziali, Boris Tadic cerca di restare in cabina di regia e prova a guidare i negoziati sulla nascita del futuro governo tra democratici, socialisti e partiti liberali. Se dovessero andare in porto il neo-presidente, il conservatore Tomislav Nikolic, si ritroverebbe emarginato nel contesto politico. 

(Nella foto una tipica locanda balcanica – Mt)

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La località dove si verificò il più grave disastro nucleare della storia è diventata meta turistica. Curiosare da quelle parti, buttando un’occhio al reattore numero 4 – qui sopra nella foto – e facendo una passeggiata nella città fantasma di Pripyat è ormai di moda, tra gli stranieri in visita in Ucraina (molto meno tra gli autoctoni, visti i ricordi e gli orrori che la tragedia suscita ancora). Con Euro 2012 il flusso sarà molto più intenso, scrive Stefano Grazioli. Insieme firmiamo venti brevi racconti su Polonia e Ucraina, i due paesi che ospitano gli europei di calcio. Li pubblica il quotidiano Europa e li trovate raccolti nella rubrica Koko Euro Spoko. Questo è il secondo della serie. 

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Lo Stadion Narodowy, costruito per Euro 2012, è il nuovo gioiello sportivo di Varsavia e il simbolo della Polonia odierna, forte e fiduciosa. Per fargli posto è stato abbattuto il vecchio impianto calcistico di epoca comunista, divenuto dopo l’89 il più grande mercato all’aperto d’Europa. Su questo fazzoletto di terra c’è tutta la biografia nazionale polacca, dal 1945 a oggi. 

Nota – Questo è il primo dei venti racconti su Polonia e Ucraina, i due paesi che ospitato gli europei di calcio, che il sottoscritto e il collega Stefano Grazioli pubblicano, a partire da oggi, sul quotidiano Europa. Potete seguirci sia qui nella sezione del giornale che raccoglie il nostro lavoro: Koko Euro Spoko.

(Nella foto lo Stadio Narodowy, visto dal ponte Poniatowski – Matteo Tacconi) 

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Delizioso raccontino di Alessandro Napoli su un grottesco matrimonio serbo, vissuto come invitato. Molto cinematografico.