Il neo presidente si limita a definire “crimine di guerra” il massacro bosniaco. Le sue dichiarazioni non devono stupire, però. La classe politica serba non è riuscita a recitare a fondo il mea culpa e persino Boris Tadic ha sempre evitato di scomodare la parola con cui non si può non definire il più grave eccidio del secondo ’900 europeo. Più sorprendenti sono invece le parole spese su Vukovar, la città martire dei croati, distrutta dagli assedianti serbi nel 1991. Per Nikolic è una città serba.
(Nella foto di Filip de Smet le commemorazioni della strage, nel 2005)








