Dmitrij Anatolevich Medvedev e Vladimir Vladimirovich Putin, i due “diarchi” della Russia. L’attuale presidente e l’ex capo dello stato, oggi primo ministro, si contendono lo scettro di “zar”. E’ un continuo rilanciare, una logorante partita di domino tra un Medvedev che prova a farsi leader snocciolando un’agenda liberale e un Putin che, così pare, rimane saldo sulla plancia di comando, continuando a fare il duro. Il nodo verrà sciolto alle presidenziali del 2012, quando l’attuale duopolio al potere, cosa anomala nella storia della Russia, dovrebbe terminare. Sempre che i due non decidano di continuare a gestire il paese in coppia. Anche questa ipotesi non è da escludere
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La politsyia secondo Medvedev
(13 agosto 2010)
Il presidente russo mette online la bozza di riforma sulla polizia, che i cittadini potranno commentare, prima che passi in esame alla Duma. La riforma è uno dei cardini “liberali” dell’agenda Dmitrij. Ma a Mosca sottolineano che, ancora una volta, il capo dello stato cerca di rompere senza rompere davvero. L’unica vera svolta, dicono gli analisti, sarà il cambio del nome: da militsyia a politsyia
Ma Medvedev non si fa bruciare
(6 agosto 2010)
La Russia divorata dagli incendi. Putin e Medvedev, come sempre, si danno battaglia. Il presidente torna a Mosca dalle vacanze e riprende in pugno la situazione, spezzando il protagonismo con cui il primo ministro aveva finora gestito l’emergenza
Se Vladimir gioca col fuoco
(4 agosto 2010)
Il primo ministro russo cavalca politicamente lo stato d’emergenza causato dai grandi roghi che sono esplosi in tutti il paese. L’obiettivo: ribadire la sua immagine di “leader nazionale” e lanciare la volata per le presidenziali del 2012, dove Vladimir punta ormai chiaramente a tornare al Cremlino
Due anni al Cremlino, ma non è ancora uno zar
(17 marzo 2010)
Il presidente Dmitry Medvedev a metà del mandato. Finora il suo programma liberale e innovatore è rimasto confinato alla teoria. L’impressione è che il primo ministro Vladimir Putin, capo anche del partito egemone del paese, Russia Unita, domini ancora la scena. Se Medvedev non vuole perdere la presidenza al voto del 2012, dove forse Putin si presenterà, deve fare di più
Sochi d’oro
(9 marzo 2010)
Figuraccia degli atleti russi alle olimpiadi invernali di Vancouver. Mosca teme che la batosta si ripeta tra quattro anni, a Sochi. Medvedev vare le grandi purghe nel mondo dello sport, allo scopo di invertire la rotta. E approfitta anche per rosicchiare un po’ di potere a Putin.
Lo “scivolone” di Putin apre la strada a Medvedev
(17 marzo 2010)
Russia unita va peggio del solito alle elezioni locali, dimostrando come la stella di Putin sia un po’ appannata. Medvedev, dicono gli analisti, potrebbe approfittarne
I missili di Putin mirano a Medvedev
(30 dicembre 2009)
Putin rilancia la corsa alle armi strategiche, rassicura la casta militare e, facendo il falco, prova a ridimensionare la colomba Medvedev
Tra i due zar è già sfida per il 2012
(16 dicembre 2009)
Putin dichiara che potrebbe correre alle presidenziali del 2012. A stretto giro di posta, Medvedev annuncia che potrebbe, perché no, chiedere agli elettori un altro mandato. E’ già cominciata la campagna elettorale?
L’Axelrod dello zar Dmitrij
(20 novembre 2009)
Ritratto di Vladislav Surkov, lo spin doctor del Cremlino. Prima alle dipendenze di Putin, oggi l’ideatore del concetto di “democrazia sovrana” lavora con Medvedev. La sua missione? Sdoganare Dmitrij come leader moderato e liberale
La svolta hi-tech di Medvedev
(13 novembre 2009)
Tecnologia, modernità, un’economia non più vincolata a petro e gasrubli, un’industria più attenta alla piccola e media impresa, una maggiore libertà intellettuale. Nel discorso alla nazione, il presidente russo snocciola la sua agenda modernizzatrice e tira una stoccatina a Putin
Dmitrij-Vladimir, il gioco delle parti
(18 luglio 2009)
Per qualcuno Medvedev prova a rompere con il putinismo, per altri è solo una controfigura di Putin, per altri ancora i due si sono ritagliati i ruoli di poliziotto buono e poliziotto cattivo. Un’analisi sui rapporti tra l’attuale presidente russo e il suo predecessore, ora prima ministro
Barack e Dmitrij disarmano Putin
(7 luglio 2009)
Obama e Medvedev s’incontrano e s’accordano per la riduzione dei rispettivi arsenali nucleari. Barack ha ribadito che è il presidente russo il suo interlocutore, l’uomo con cui stringere patti e intese. Come dire che Putin – Obama l’ha definito nei giorni scorsi «con un piede nel passato» – è fuori
Dmitrij, si può fare di più
(13 maggio 2009)
Medvedev festeggia un anno di presidenza. Tra smarcamenti da Putin e indecisioni, novità e continuità. I commenti della stampa, le riflessioni dei pundit
Medvedev gioca la carta liberal
(16 aprile 2009)
Il capo dello stato concede la sua prima intervista a un giornale russo a Novaya Gazeta, la testata dove scriveva Anna Politkovskaya. Gli esperti, all’unisono, interpretano la scelta come una mossa per prendere le distanza dall’ex presidente, oggi primo ministro Vladimir Putin
Un anno da zar. Tutti gli uomini di Medvedev
(5 marzo 2009)
Il presidente russo nomina i “suoi” al vertice dell’amministrazione dello stato. Alcuni putiniani perdono la poltrona. Un normale ricambio o è l’inizio della sfida a Putin?
Dmitrij si smarca ma lo zar non molla
(11 febbraio 2009)
Una rassegna sulle “ropture” di Medvedev e sui tentativi di distanziarsi dal putinismo. Il presidente punta a crearsi spazi di manovra, per diventare vero leader



[...] Intanto, magari, potreste, se avete tempo e soprattutto voglia, dare un’occhiata al dossier sulla “strana coppia” che forse scoppia (Medvedev-Putin, ovvio), che Radio Europa Unita ha pubblicato qualche tempo [...]
[...] da diversi anni a questa parte. La mossa di Dmitrij rientra secondo gli analisti nella sfida per le presidenziali del 2012, appuntamente che tanto il capo dello stato quanto il predecessore non intendono farsi [...]