
Tomislav Nikolic è il nuovo presidente serbo. Ribalta i pronostici e soffia la poltrona a Boris Tadic. Una piccola analisi, a caldo, sulle possibili ragioni della vittoria, inaspettata, del candidato conservatore.
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Dunque Tomislav Nikolic è il nuovo presidente serbo. Batte il capo dello stato uscente, Boris Tadic. A sorpresa, contro i dati dei sondaggisti e contro i pronostici degli analisti, incluso il sottoscritto (sempre che come analista possa accreditarsi).
Ma perché “Toma” Nikolic ha vinto? Provo a ragionarci su, mettendo in fila qualche pensiero. Così, in generale.
1) Tomislav Nikolic è ormai è un politico “nuovo”. Ha compreso, intelligentemente, che il verbo radicale, oltranzista, anti-europeo non pagava. Così, nel 2008, ha lasciato il Partito radicale (Srs) del suo mentore, Vojislav Seselj, fondando il Partito progressista (Sns) e cercando di costruire una formazione conservatrice e moderna. A quanto pare c’è riuscito.
2) Gli elettori serbi si sono ritrovati a scegliere tra un campo moderato e quello conservatore, entrambi però favorevoli all’integrazione europea. Il pericolo del ritorno al passato, al nazionalismo, dell’opzione anti-europa, che fondamentalmente aveva sempre tenuto lontani i radicali dal potere, è venuto meno.
3) Molti definiscono Tomislav Nikolic “nazionalista”. Qui bisognerebbe aprire una parentesi. Se Nikolic è nazionalista lo è anche Tadic, come lo sono tutti i politici serbi, con l’unica eccezione di Cedomir Jovanovic, capo del Partito liberale.
4) La decisione con cui Ivica Dacic, guida del Partito socialista (Sps), ha scelto subito dopo il voto del 6 maggio – primo turno presidenziale e rinnovo del Parlamento – di continuare a governare con il Partito democratico di Boris Tadic (Ds), ha prodotto, forse, l’effetto contrario: anziché rafforzare Tadic in vista del ballottaggio, l’ha penalizzato. Il punto è che nonostante i buoni risultati conseguiti dall’esecutivo uscente a livello di integrazione europea (status di paese ufficialmente candidato all’ingresso nell’Unione; arresto di Karadzic, Mladic e Hadzic), la società appare stanca e preoccupata, soprattutto, dalla situazione economica, che è pessima. L’elezione di Nikolic riflette la stanchezza nei confronti di un leader, Boris Tadic, che non è riuscito a mantenere le grandi promesse fatte quattro anni fa: progresso, lavoro, tenore di vita migliore.
5) Il Kosovo, stavolta, non è stato argomento elettorale. L’Europa? Non troppo.
6) Boris Tadic s’era dimesso in anticipo, cercando di sfruttare il conseguimento della candidatura all’ingresso nell’Unione. Quella scelta, nonostante la sconfitta, è stata giusta. Se avesse terminato il mandato avrebbe rimediato una sconfitta molto più netta.
7) Il paradosso è che il prossimo esecutivo, senza l’ingombrante carisma di Boris Tadic, potrebbe governare meglio. Ma restano da vedere due cose. La prima: chi farà il primo ministro? Ivica Dacic o piuttosto Djilas, l’influente sindaco di Belgrado, nonché nuovo leader in pectore del Partito democratico? La seconda: alla luce della vittoria di Nikokic, l’idea di riformare il gabinetto democratico-socialista resta comunque solida? L’affermazione di Toma potrà spostare gli equilibri? Staremo a vedere.



1) Nuovo ma mica tanto. Senza polemica, credo che questa etichetta spieghi ancora meglio perché l’ha spuntata: piace agli elettori nazionalisti di sempre, quelli che votavano Seselj (tranne vabé il classico zoccolo duro, ma è come parlare dei leghisti che oggi voterebbero Bossi), e non urta gli indecisi. E’ il Seselj del 2012.
2) Gli elettori serbi si sono dimostrati prima di tutto disinteressati, astensionismo al 54%: sintomo più evidente di cosa pensino dei due campi…
3) Io l’ho sempre detto… ma non faccio testo. :)
4) Su Dacic non so… sugli effetti della crisi, senz’altro.
5) Esternazioni identiche al riguardo da parte dei due candidati: a riprova che è un argomento a doppio filo per entrambi.
6) Assai probabile. Ma era messo molto molto male comunque. Nemmeno io però l’avrei mai dato fuori gioco con certezza.
7) Tadic non aveva tutto questo carisma, era proprio per questo che funzionava nel partito e nella coalizione… andava comodo a tanti. Tanto più ora, a mio vedere, Djilas punterò a rafforzarsi ulteriormente nella sua Belgrado, e non a farsi contagiare dalla doppia sconfitta (in punti percentuali alle politiche e alle presidenziali) del Partito Democratico: Tadic è finito, il suo tempo era già limitato, ora è del tutto terminato. Djilas starà fermo ora per puntare molto più in alto tra quattro anni. Me lo vedo tranquillamente come prossimo candidato presidente. Sulle coalizioni prossime, non mi pronuncio: dopo stasera abbiamo visto che le previsioni servono a poco!
Grazie degli spunti di riflessione, io ho bisogno di dormirci ancora sopra. :)
Saluti!
Filip
Grazie a te. Alcune cose molto interessanti. Prima di andare a dormire e attendere con calma che passi la stanchezza della maratona elettorale online, ti chiedo una cosa: ma non si diceva che Tadic era megalomane, padre e padrone, dominus assoluto dei democratici, manipolatore di media?
Caro Filip, in attesa della tua versione al punto 7), dove sono davvero curioso, ti rispondo sui punti 1) e 2)
1) Chiaro che l’elettorato che ha votato Nikolic è quello radicale. Lo dicono anche i numeri. Il 50,21% è troppo poco per dire che ha preso i voti del campo moderato. Forse la sua convinzione non sarà sincera, come tu temi. Ma non credo proprio che farà base militari russe in Serbia o armerà i serbi del nord del Kosovo o dirà che il dialogo con l’Europa è da questo momento interrotto.
2) Sull’astensionismo dovremmo aprire lunghe parentesi. Ma non confondiamo – non mi pare che tu lo faccia, spero – la carenza di democrazia con la delusione nei confronti della classe dirigente.
+ A questo punto penso proprio che Dacic farà il primo ministro. Tadic, con la sberla che ha preso, non ha troppe carte da giocare al tavolo dei negoziati tra Ds e Sps (i socialisti hanno confermato che faranno la coalizione di quattro anni fa)
A questo punto ci vorrebbe un po’ di coraggio da parte dei DS per escludere Dacic e i suoi dal governo (secondo me sono i peggiori populisti) e fare un tentativo di Grosse Koalition con Nikolic. Purtroppo, non credo proprio che possa succedere.
difficilmente praticabile e non ha troppo senso. che fanno? si fanno la guerra fino alle sette di ieri sera e poi si alleano? e chi è che non è populista in serbia? prendi tadic: va a srebrenica e poi inaugura la scuola “srbja” a banja luka…
D’accordo con te che non lo faranno, ma, a questo punto potrebbe essere la cosa migliore per la Serbia.
Allora, in ordine.
7) Non sono certo se ti riferisci direttamente a me riguardo alle critiche a Tadic, o più in generale. Per quanto mi riguarda, sai quanto sono sempre duro con l’ex presidente, perché egli effettivamente rispecchia al meglio (o al peggio) la qualità e l’indirizzo politico di quello che è il Partito democratico oggi. Ed è chiaro che uno che si candida per il terzo turno presidenziale certo non passa per modesto. Però ho sempre pensato che la prima caratteristica di Tadic fosse la sua incapacità: è un inetto. Certo, un inetto belloccio e che sa fare il fascinoso con l’UE, ma se lo si fosse seguito nel suo muoversi quotidiano si sarebbe compreso quanto fosse incapace, e di che gente fosse circondato. Il che non diminuisce le sue responsabilità negli errori di gestione della Serbia di questi anni, ma che fa sospettare che dietro di lui ci sia qualcun altro (o altri), a qui fa comodo come facciata per raggiungere obiettivi diversi. Tadic non ha mai avuto il carisma e la forza per fare due volte il presidente, soprattutto in un panorama politico estremamente competitivo (nel gioco di poteri, non nell’attuazione programmatica…) come quello serbo. Per cui qualcosa non torna… padre e padrone non me lo vedo.
Sul controllo dei media, è indubbio, non saprei se è perché semplicemente sono al governo i democratici e se ora la bilancia cambierà, o se è perché effettivamente hanno loro un potere diretto sui media. Certo difficile credere che B92 si asservirà a Nikolic così come ha fatto con Tadic. Inoltre bisogna ricordare che Djilas è presidente di “Multikom Grup”, e ha un controllo importante sui flussi pubblicitari. Non sono dettagli.
Ribatto sui punti 1 e 2:
1) No, Nikolic non farà ciò che hai prospettato, come tu dici. Farà però esattamente la stessa politica di Tadic fino a oggi, ovvero prenderà in giro l’Europa ogni volta fino al momento prima che il gioco si spezzi per poi acconsentire alle richieste UE, e intanto continuerà a tenere in eccessivo conto la Chiesa ortodossa serba, l’ambasciatore russo Koluzin, la Russia di Putin, i serbi del Kosovo, ecc. ecc. ecc. Il che comporterà altri cinque anni persi nell’avvicinamento dell’Europa (ragazzi, davvero qualcuno crede nell’ingresso a medio termine?! Fatevi un conticino su quanti anni ci sono voluti per strappare la candidatura… e la candidatura e pressoché formale rispetto ai negoziati d’ingresso!!)
2) No, chi ha parlato di democrazia?? Dico solo che la scarsa affluenza dimostra che Nikolic non ha vinto perché ha incanalato i voti di Tadic al secondo turno, ma perché tutti quelli che non lo avrebbero mai votato erano a tal punto nauseati da Tadic (e dai democratici tutti), che piuttosto che scegliere “il male minore” hanno preferito non scegliere. A riprova, forse, che ciò che dico sulla fondamentale identità di vedute tra Tadic e Nikolic è corretto.
Anch’io sono convinto che Dacic sarà premier, è la cosa di cui sono più certo di tutte: non capisco le ipotesi di sconvolgimento dell’assetto di governo che ho letto a seguito della vittoria di Nikolic. Tanto più ora, mi pare che Dacic sarà la cerniera più efficace tra democratici e progressisti. Forse, col senno di poi, non avrebbe scartato tanto a priori una ipotesi di coalizione con Nikolic (tanto più che l’SNS ha avuto anche più seggi dei DS), ma d’altra parte con Tadic ha un rapporto di quattro anni di cogoverno, che gioca il suo peso sulla scelta di proseguire nella coalizione dichiarata (conosce già il partner, con Nikolic, per quanto intuitivamente sarebbe forse compagno più logico di Tadic, dovrebbe ancora instaurare un rapporto di fiducia… ma si vedrà: più tempo passa da oggi alla formazione concreta del governo, e più potrebbero crescere le probabilità di un clamoroso strappo DS-SPS e l’avvicinamento Dacic-Nikolic. Ma ripeto, ad oggi, questa ipotesi non è ancora dominante, ed in ogni caso, Dacic sarebbe premier).
[...] l’Ue, nel frattempo, ha voluto monitorare il cambio al vertice delle istituzioni, con l’avvento alla presidenza dell’ex oltranzista di destra di Tomislav Nikolic e al premierato di Dacic, che fu portavoce di [...]