
Le minoranze sessuali, in Polonia, si incamminano verso l’emancipazione. Il partito che le rappresenta è andato in doppia cifra alle ultime elezioni e il grosso della società, tutt’altro che chiusa, come troppo spesso viene dipinta, ma vibrante e tollerante, accetta la loro presenza. La Varsavia by night, poi, registra la presenza di tanti locali gay o gay friendly. Quarta delle venti puntate che Europa dedica ai due paesi che ospitato Euro 2012. Le precedenti le potete trovate qui.
(Nella foto Anna Grodszka, la prima parlamentare trans della storia polacca)
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Prendi Anna Grodzka e Robert Biedron. La prima transessuale, il secondo gay. Entrambi siedono in parlamento. Non era mai successo, prima delle legislative dell’ottobre dello scorso anno, che due esponenti del movimento Glbt diventassero onorevoli. Anna Grodzka, peraltro, è stata eletta a Cracovia, una delle città più socialmente conservatrici del paese. Mentre il partito sotto la cui egida si candidava, il Ruch Poparcia, movimento liberale, libertario, anticlericale e fortemente impegnato sul fronte dei diritti delle minoranze sessuali (pure un po’ populista, mette in risalto qualcuno), ha ottenuto il dieci per cento dei voti. Qualcosa vorrà dire.
Certo, la Polonia rimane una nazione fortemente e orgogliosamente ancorata al cristianesimo, che qui è un cristianesimo di frontiera, sentito e identitario. Ma quell’idea che gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, a Varsavia e dintorni, galleggino ai margini di una società bigotta, tradizionalista e cattolicamente ultraconservatrice, è tutta da rivedere. «Penso che la stampa internazionale abbia troppo a lungo dato una rappresentazione sbagliata del movimento Glbt in Polonia, che in realtà non ha più caratteristiche catacombali», spiega Michal, gestore di http://www.gaywarsaw.pl, sito che recensisce i luoghi della Varsavia gay.


