Da Wroclaw a Poznan. Cronaca di un viaggio accidentatissimo, su una strada brutta e piena di traffico. Non è l’unica, in Polonia. Tuttavia la situazione infrastrutturale, pessima fino a qualche anno fa, sta migliorando. Grazie ai fondi strutturali europei e agli investimenti governativi. Un altro passo in avanti verso il futuro. Dodicesima puntata – la sesta polacca – di Koko Euro Spoko, la striscia di racconti che il quotidiano Europa dedica ai due paesi che ospitano Euro 2012.
(Nella foto un cantiere tra Wroclaw e Poznan – Autunno 2011)
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A Wroclaw, prima di prendere la via di Poznan, mi avvertono: «Abbiamo lo stadio nuovo e saremo capitale culturale europea nel 2016. Ma la strada che porta a Poznan non è degna di tale nome. Preparati all’inferno».
Detto, fatto. Per coprire una distanza di duecento chilometri scarsi ci vogliono quattro ore abbondanti. Il manto è sconquassato, si procede quasi sempre su una sola corsia e all’altezza dei centri abitati scattano incroci a raso e semafori, insieme alla rabbia e alle imprecazioni degli automobilisti, che durante gli incolonnamenti si sfogano prendendo a pugni i clacson. I conducenti degli autotreni, evidentemente più abituati agli ingorghi, sembrano invece mantenere la calma. Tirano giù il finestrino, si fumano la loro sigaretta, comunicano via radio con i colleghi.



