Ucraine, romene, serbe, polacche e soprattutto russe. Sono migliaia le donne dell’Est che vivono in Siria. Si sono spostate a Damasco e dintorni in due ondate. La prima negli anni ’60 e ’70. La seconda negli anni ’90. I loro governi le stanno evacuando dalla guerra civile. Fa eccezione la Russia. Le sue cittadine – la maggioranza delle donne dell’Est che vivono nel paese arabo – restano in Siria, perché Mosca spera ancora che Bashar al Assad resti in sella.
A prescindere da chi parte e da chi resta, una cosa è comunque certa: le donne dell’Est si auspicano che il regime non crolli, perché i loro mariti sono lealisti di Assad. Questa storia – la firma il sottoscritto – la pubblica oggi Il Venerdì, l’inserto di Repubblica.
Fonti – Balkan Insight, Tanjug, New York Times, Kyiv Post, Bucharest Herald.


