Una panoramica sulle migliori storie e sulle notizie più significative – suddivise geograficamente (Balcani, Europa centro-orientale e area post-sovietica) – pubblicate nel corso del mese appena trascorso dalla stampa internazionale.
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BALCANI
Dal carcere di Guantanamo alle pizze di Tirana - Sforna pizze in Albania e nel paese delle aquile c’è arrivano dopo una lunga e accidentata marcia. Dallo Xingiang, la provincia della Cina dove gli uiguri (musulmani) sono in maggioranza e da dove lui stesso proviene, fino a Guantanamo, dov’è stato rinchiuso con l’accusa di terrorismo. Da Guantanamo, infine, a una nuova vita a Tirana. La storia di Abu Bakker Qassim, raccontata dalla Bbc.
I mormoni in Kosovo - Sono missionari, stazionano quotidianamente nel centro di Pristina e cercano di fare proseliti, in un paese dove la maggioranza della popolazione appartiene all’Islam, ma con un senso della religione un po’ blando. Ne parla Religion and Politics.
Quarto potere in Bulgaria. Da controllore a controllato - Minacce, libertà di cronaca limitata, corto circuito tra stampa e politica. La situazione dei media bulgari lascia a desiderare e l’uscita di scena dei tedeschi di WAZ dal mercato editoriale locale ha scatenato una battaglia tra oligarchie interessate a impadronirsi della stampa. Nelie Kroos, commissaria europea alle telecomunicazioni, ha deciso di tenere sott’occhio il quadro. La storia sul New York Times.
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EUROPA CENTRALE E ORIENTALE
Il boom delle nanotecnologie ceche - In Repubblica ceca l’industria nano si sta sviluppando rapidamente e con buoni successi. Anche grazie all’impegno che lo stato profonde, tramite investimenti, allo scopo di potenziare il settore. Attualmente il governo sostiene la ricerca nano presso 26 istituti dell’Accademia delle scienze, 37 facoltà universitarie e nove centri pubblici di ricerca. Un articolo del New York Times.
Fico non fa l’Orban - Il capo del governo a trazione socialdemocratica della Slovacchia, Robert Fico, è stato bollato dopo la vittoria elettorale con una sorta di Orban di sinistra, a causa della verve populista esibita in passato e di qualche atteggiamento ritenuto un po’ troppo statalista. Ma dopo centro giorni di governo Fico ha rassicurato tutti: imprenditori, mercati, giornalisti. La Slovacchia non ha intenzioni di fare troppe piroette. Il racconto di Business New Europe.
La Polonia rallenta - Crescerà ancora, ma meno degli anni passati. Secondo le stime nel 2012 il Pil di Varsavia aumenterà di poco più di due unità, a fronte del +4,7% del 2011. Certo, nel contesto comunitario la Polonia rimane un’isola felice. Ma il punto è che iniziano a pervenire segnali un po’ così e gli economisti incalzano il governo: riformare il mercato del lavoro, sostenere l’esportazione verso i mercati emergenti dell’Estremo oriente. Prima che sia tardi. Un’analisi di Bloomberg.
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AREA POST-SOVIETICA
Droga, tabù russo - La giornalista Marina Akhmedova è stata qualche giorno con i drogati di Yekaterinburg, la principale città degli Urali, descrivendo i miscugli narcotici di cui si fanno e la loro vita quotidiana, tutto sommato piena di umanità. Poi ha raccontato tutto sul periodico Russky reporter. Tempo pochi giorni e le autorità hanno imposto alla testata di togliere dal sito l’articolo in questione. Il motivo? Promuove l’utilizzo di narcotici descrivendo la preparazione del crocodile, impasto di medicinali molto in voga tra gli utilizzatori di droghe in Russia. Il mensile in rete Eurozine pubblica la versione integrale dell’articolo, con una prefazione dell’autrice, in cui velatamente si sottolineano i possibili intenti censori del governo e – viene da dire – il timore di conoscere i dettagli quotidiani di un fenomeno, quello della droga, di gigantesche proporzioni.
Lo scudetto della Moldova va in Transnistria - Dal crollo dell’Urss la Moldova deve fare i conti con la Transnistria, striscia di terra separatista e controllata da Mosca che non intende rientrare nei ranghi. I due stati, l’uno riconosciuto e l’altro de facto, non condividono nulla. Però lo Sheriff, la squadra di calcio di Tiraspol (capitale transnistriana) gioca nel campionato della Moldova, ha vinto undici scudetti e va a competere in Europa. Una feature del New York Times.
La politica delle celebrità - Andrei Shevchenko, appese le scarpette al chiodo, si butta in politica. Alle elezioni legislative ucraina, in programma a ottobre, correrà con un piccolo partito di opposizione – Avanti Ucraina – che in realtà, se dovesse entrare in Parlamento, non dovrebbe opporsi troppo alla giunta del presidente tendenzialmente filorusso Viktor Yanukovich. Ma l’ex campione non è l’unica celebrità ucraina arruolata dalla politica o che s’è fatta il proprio partito. Il campione di pugilato Vitaly Klitshko, in politica da tempo, darà battaglia anche questa volta. Mentre Verka Serduchka, celebre icona drag della canzone pop, fondò tempo fa un partito anti-corruzione. Il Kyiv Post illustra queste vicende.


