Ieri sera, a Offida, nelle Marche, due eventi: il congresso dell’Association of European Journalists e il Premio Tonino Carino, dedicato al giornalista Rai – ma chi non se lo ricorda? – che ci raccontava, a 90° minuto, le partite del mitico Ascoli di Costantino Rozzi.
La giuria del Premio Carino, che era solo prestato allo sport e che in realtà era un cronista puro, composta da Emanuela Audisio (Repubblica), Nuccio Fava (ex direttore Tg1 e Tg3), Gianni Rossetti (direttore scuola di giornalismo Urbino) e altri, ha deciso di assegnare il primo premio, sezione carta stampata, a un mio lavoro inedito sulla Statale Adriatica. Si tratta dell’arteria stradale più lunga d’Italia, con i suoi mille chilometri. Collega Padova a Otranto, attraversa cinque regioni e lungo i suoi fianchi si srotolano decine e decine di sequenze, oserei dire neorealiste, di quella provincia italiana che costituisce la sintesi antropologica del paese. Nel bene, come nel male.
In questo viaggio ho visto tante cose. Ne cito solo alcune: la crisi nel Veneto, la vita lungo il Po, la Romagna in fiore, i miti felliniani sbiaditi di Rimini, la Chinatown di Porto Sant’Elpidio, le scorie della raffineria di Falconara, i porti di Ancona e Pescara, i circhi dell’Abruzzo, la prostituzione e i matrimoni low cost del foggiano, i disrtetti del marmo e gli oliveti della Puglia.
Non nego che sono molto contento che questo lavoro, che non sono riuscito a pubblicare, abbia ricevuto questo riscontro. Aggiungo che devo molto a Ignacio Maria Coccia, un bravo fotografo con cui, lungo questi 1000 km, ho condiviso alloggi improbabili, pasti fugaci e amicizia. Il premio è anche suo e qui di seguito trovare alcuni suoi scatti, anch’essi non pubblicati.



bravo!
Grazie Giacomo. A presto,
M.