
Pubblicato da Europa il primo gennaio 2013
Vent’anni fa Repubblica ceca e Slovacchia si dicevano addio. Oggi i rapporti tra i due paesi sono ottimi. Il migliore divorzio della storia europea.
Foto – Vecchio francobollo cecoslovacco (da Flickr)
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C’è poco da dire. Il divorzio tra cechi e slovacchi, di cui oggi cade il ventesimo anniversario, è l’unica separazione mutuamente virtuosa della recente storia europea. Negli ultimi vent’anni il vecchio continente ha visto numerose rotture, ognuna con il suo portato di problemi. La Jugoslavia si sfasciò nel peggiore dei modi, con la guerra. L’Ucraina, indipendente dal 1991, continua a subire l’ipoteca esterna di Mosca. Il Kosovo, sfilatosi unilateralmente da Belgrado nel 2008, non è padrone di una parte del suo territorio (il nord a maggioranza serba) e più della metà dei paesi membri dell’Onu non ne riconosce la sovranità.
Se il passato è denso di indipendenze problematiche, il presente spalanca alcune legittime preoccupazioni. C’è la questione catalana, che mina la tenuta della Spagna. C’è la Bosnia, la cui porzione serba – già dotata di una larga autonomia – pretende di staccarsi. C’è la Scozia, che è un’altra faccenda non proprio irrilevante.



C’è un precedente, anch’esso tra “cugini”: la separazione tra Svezia e Norvegia, nel 1905.
Sì, vero. Grazie per avermici fatto ripensare. Io però ho preso in considerazione solo l’Europa post-’89.
M.
[...] parte. Certo è che, con il senno del poi, quello cecoslovacco è stato forse l’unico esempio mutuamente fruttuoso di separazione tra due ex soci di uno stato. Negli ultimi anni Klaus s’è fatto notare per la verve euroscettica e per [...]