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Archivio per la categoria ‘Slovenia’

Tomas Bella è un giornalista slovacco. Era. Adesso fa l’imprenditore e ha successo. La sua creatura, Piano Media, ha raccolto intorno a un’unica piattaforma una serie di giornali. I giornali forniscono i contenuti migliori, Piano Media li vende sotto forma di abbonamento, gli utenti possono fruire ogni giorno del meglio della stampa. A cifre modiche. Cinque euro al mese o giù di lì.

Piano Media ha iniziato la sua attività in Slovacchia, poi è entrata nel mercato sloveno e infine in quello polacco: il più grande dell’Est. Un banco di prova importante. Sta andando bene. Prossimamente l’azienda dovrebbe “sconfinare” anche su uno dei mercati occidentali.

Ho chiesto a Tomas Bella di spiegare la filosofia, semplice ma rivoluzionaria, su cui si fonda la sua start up. Com’è iniziato tutto, come proseguirà. Cosa significa fare giornalismo al tempo del web e come si convince la gente a pagare per avere informazione. Perché la scelta di questo nome e il riferimento allo strumento musicale. Trovate l’intervista sul nuovo numero di Studio, la bella rivista diretta da Federico Sarica. Da domani in edicola e nelle librerie.

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Pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso

Cosa pensiamo di quelle nazioni con cui condividiamo il “mare dell’intimità”, mare di scambi, commerci, sincretismi culturali, guerre, esodi, trasformazioni epocali? Un’intervista a Alessandro Leogrande, autore dell’e-book Adriatico. 

Foto – L’Adriatico a Senigallia

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Negli anni ’90, è stato il mare più importante del mondo. Il processo di disgregazione della Jugoslavia, la crisi politico-finanziaria albanese del ’97, il conflitto del Kosovo hanno collocato l’Adriatico al centro della scena e l’Italia s’è trovata sotto il fascio di luce, giocando, in qualità di condomino di questo bacino, un ruolo importante. Terminata l’emergenza, l’Adriatico è tornato marginale e la stessa Italia l’ha derubricato a priorità secondaria.

Ora, la spinta rivoluzionaria proveniente dalla sponda settentrionale del Mediterraneo pone le basi affinché l’Adriatico venga riscoperto. “Alla luce delle primavere arabe è miope non farlo”, spiega Alessandro Leogrande, vice-direttore del mensile Lo Straniero, autore di Adriaticoe-book appena pubblicato per Feltrinelli, nella collana Zoom.

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Pubblicato dall’Huffington Post il 24 novembre 2012

L’istituto di Piazza Cordusio rende noti i risultati dei primi nove mesi dell’anno. Spulciando tra le cifre viene fuori che le controllate nell’Europa dell’Est garantiscono il 56% degli utili, a fronte di un investimento in prestiti tutt’altro che eccessivo, pari al 17%. La strategia del gruppo, così come quella di Intesa San Paolo, si conferma vincente. Stare a Est premia. 

Foto – Parco varsaviese. Autunno. 

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Pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 9 novembre 2012

Gazprom annuncia l’avvio definitivo del grande progetto energetico che porterà il gas russo in Europa. Tremila chilometri di tubi, che correranno sul fondale del Mar Nero per poi risalire l’intera dorsale balcanica. La campagna acquisti russa nel sudest europeo, la cancellazione del ramo sud della pipeline (Bulgaria-Grecia-Italia) e la concorrenza del Nabucco, il gasdotto sostenuto da Washington e Bruxelles.

L’immagine è tratta da http://www.wireandtubenews.com.

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Pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 30 ottobre 2012

Nei cieli dell’ex Jugoslavia è in corso una vera e propria rivoluzione. Con le compagnie di bandiera in perenne rosso e l’arrivo dei voli low cost, nuove rotte della Turkish Airlines e possibili investimenti degli emiri. E l’Italia? Non pervenuta. 

Casco blu dell’Onu all’aeroporto di Sarajevo nel 1992. Scatto di Mikhail Evstafiev (da Wikipedia) 

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