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Posts contrassegnato dai tag ‘Balcani’

Ultime

Da qualche settimana, tra impegni vari, non ultimi quelli paterni, aggiorno raramente. Scusatemi. Provo a recuperare con una lista degli ultimi articolo pubblicati. 

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Su Reset Doc ho scritto sul decimo anniversario della premiership di Recep Tayyip Erdogan, mettendo in luce come tra crescita economica (davvero imponente) e consenso politico ci sia un legame di diretta proporzionalità.

Studio, invece, ha diffuso online l’intervista che avevo realizzato per la versione cartacea della rivista a Tomas Bella, l’imprenditore slovacco che, tramite un paywall nazionale, ha convinto l’Est a pagare per avere informazione.

Su Osservatorio Balcani e Caucaso ho messo in fila qualche dato e qualche previsione economica, per dire che alla fine della fiera l’atteso recupero nei Balcani sarà depotenziato dalle crisi in corso nei paesi limitrofi, tutti investitori di rilievo: Grecia, Italia, Ungheria e Slovenia.

Per Europa, infine, un’analisi sulla posizione russa sulla crisi cipriota; una sugli affari, freschi di sospensione, causa esplorazioni al largo di Cipro Sud, dell’Eni in Turchia; un’ultima sul referendum in Albania contro l’import di rifiuti, inclusi quelli italiani.

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Istantanee

I tram di Novi Zagreb. Dicembre 2012, Nikod D3000.

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Pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso

Cosa pensiamo di quelle nazioni con cui condividiamo il “mare dell’intimità”, mare di scambi, commerci, sincretismi culturali, guerre, esodi, trasformazioni epocali? Un’intervista a Alessandro Leogrande, autore dell’e-book Adriatico. 

Foto – L’Adriatico a Senigallia

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Negli anni ’90, è stato il mare più importante del mondo. Il processo di disgregazione della Jugoslavia, la crisi politico-finanziaria albanese del ’97, il conflitto del Kosovo hanno collocato l’Adriatico al centro della scena e l’Italia s’è trovata sotto il fascio di luce, giocando, in qualità di condomino di questo bacino, un ruolo importante. Terminata l’emergenza, l’Adriatico è tornato marginale e la stessa Italia l’ha derubricato a priorità secondaria.

Ora, la spinta rivoluzionaria proveniente dalla sponda settentrionale del Mediterraneo pone le basi affinché l’Adriatico venga riscoperto. “Alla luce delle primavere arabe è miope non farlo”, spiega Alessandro Leogrande, vice-direttore del mensile Lo Straniero, autore di Adriaticoe-book appena pubblicato per Feltrinelli, nella collana Zoom.

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Pubblicato dall’Huffington Post il 24 novembre 2012

L’istituto di Piazza Cordusio rende noti i risultati dei primi nove mesi dell’anno. Spulciando tra le cifre viene fuori che le controllate nell’Europa dell’Est garantiscono il 56% degli utili, a fronte di un investimento in prestiti tutt’altro che eccessivo, pari al 17%. La strategia del gruppo, così come quella di Intesa San Paolo, si conferma vincente. Stare a Est premia. 

Foto – Parco varsaviese. Autunno. 

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Condannato a dieci anni, per tangenti, l’ex primo ministro croato. Che non è l’unico politico dell’ex Jugoslavia a essere finito al centro di uno scandalo. La corruzione sembra dilagare e anche quando non tracima, viene usata come strumento di lotta e propaganda politica. Breve punto della situazione. 

L’immagine è tratta da http://www.zagica.blogspot.it

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