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Posts contrassegnato dai tag ‘Bratislava’

Tomas Bella è un giornalista slovacco. Era. Adesso fa l’imprenditore e ha successo. La sua creatura, Piano Media, ha raccolto intorno a un’unica piattaforma una serie di giornali. I giornali forniscono i contenuti migliori, Piano Media li vende sotto forma di abbonamento, gli utenti possono fruire ogni giorno del meglio della stampa. A cifre modiche. Cinque euro al mese o giù di lì.

Piano Media ha iniziato la sua attività in Slovacchia, poi è entrata nel mercato sloveno e infine in quello polacco: il più grande dell’Est. Un banco di prova importante. Sta andando bene. Prossimamente l’azienda dovrebbe “sconfinare” anche su uno dei mercati occidentali.

Ho chiesto a Tomas Bella di spiegare la filosofia, semplice ma rivoluzionaria, su cui si fonda la sua start up. Com’è iniziato tutto, come proseguirà. Cosa significa fare giornalismo al tempo del web e come si convince la gente a pagare per avere informazione. Perché la scelta di questo nome e il riferimento allo strumento musicale. Trovate l’intervista sul nuovo numero di Studio, la bella rivista diretta da Federico Sarica. Da domani in edicola e nelle librerie.

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Pubblicato da Europa il 13 marzo 2012

C’è chi azzarda il paragone tra il nuovo primi ministro slovacco e l’omologo ungherese. Malgrado la condivisione del populismo, dello statalismo e dell’allergia ai media, la tesi è esagerata. 

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Robert Fico, capo dello Smer, la socialdemocrazia slovacca, governerà da solo. Le elezioni anticipate di sabato hanno infatti assegnato al suo partito la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari: 83 su 150. Il trionfo di Fico, che torna a guidare il paese dopo due soli anni di opposizione, si spiega solo in parte con la caduta del governo di centrodestra, maturata a ottobre sul voto relativo al fondo europeo salva-stati (da qui il voto anticipato). A spianargli la strada è stato il grande scandalo del “Gorillagate”.

Si tratta di una serie di documenti, finiti in rete, che rivelerebbero mazzette pagate dalla potente compagnia finanziaria Penta ai deputati di centrodestra, nel periodo 2002-2006. Governava, all’epoca, Mikulas Dzurinda, ministro degli esteri uscente e capo dell’Unione cristiano-democratica, socio di maggioranza del defunto esecutivo. Il Gorillagate ha ridotto il partito ai minimi termini, malgrado l’autenticità dei file non sia stata ancora provata.

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Pubblicato da Linkiesta il 10 marzo 2012

Oggi la Slovacchia al voto. Crollerà il centrodestra, annichilito dallo scandalo “Gorilla” su tangenti e favori, il più grosso guaio della storia della giovane nazione centro-europea. Vincerà il centrosinistra. Ma ce la farà a governare da solo? 

(www.economist.com)

Questa mattina si sono aperte le urne, in Slovacchia. Si può infilare la scheda nell’urna fino alle dieci di stasera. Poi, nella notte verrà proclamato il nome del vincitore. Ma tutti già sanno che non ci saranno sorprese: a primeggiare sarà Robert Fico, il capo di Smer, partito di ispirazione socialdemocratica. Un po’ vecchio stampo, un po’ populista.

Fico, primo ministro tra il 2006 e il 2010, tornerà a governare la Slovacchia dopo due soli anni di purgatorio all’opposizione. Le elezioni anticipate sono state l’inevitabile conseguenza del crollo della coalizione di centrodestra al potere, avvenuto lo scorso ottobre, quando uno dei suoi quattro azionisti, gli euro-diffidenti di Sloboda e Solidarita (SaS; Libertà e Solidarietà), ha votato contro l’espansione del fondo europeo salva-stati.

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Bratislava Psycho

Il pazzo ha fatto una carneficina, prima di trasformarsi in carnefice di se stesso. Sette persone, ha ammazzato a fucilate. Cinque di loro erano membri di una famiglia rom. Quindici i feriti. Il tutto è accaduto alla periferia di Bratislava, la capitale slovacca. Il piccolo paese centro-europeo è profondamente scosso. Tutta l’Europa è scossa. Ancora una volta, ci si trova davanti a una storia di furia omicida. Ancora una volta, a farne le spese sono degli “zingari”.

Qualche giorno fa avevo scritto un pezzo, all’indomani dei decreti di espulsione varati da Sarkozy, dove radiografavo le condizioni poco felici in cui, in tutto il vecchio continente, vive la minoranza rom. Avevo sottolineato che nell’Europa centro-orientale, i rom se la passano particolarmente male in Ungheria, dove solo l’anno scorso sette di loro sono stati assassinati, in nome dell’odio razziale. In Slovacchia, avevo notato, le cose vanno male ma forse meno male che nel paese magiaro. Visto quello che è successo, è il caso di aggiornare. Vero: gli inquirenti devono chiarire se lo sterminio della famiglia bratislavese è frutto della follia o dell’istinto a massacrare il “diverso”. Ma non cambia niente.

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