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Posts contrassegnato dai tag ‘Ex Urss’

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Putin tiene il primo discorso alla nazione dopo il ritorno al Cremlino. Rapporti internazionali, politica interna, economia, corruzione, demografia. Una carrellata sulla visione strategica dei prossimi anni. 

Foto – Mosca e la Moscova (marzo 2012). 

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Istantanee

Georgia, dalle parti del confine con l’Azerbaigian (Nikon D3000, bassa risoluzione).

 

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Wroclaw, capoluogo della Bassa Slesia, è una delle storie di successo della Polonia odierna. Un tempo città a trazione carbonifera, s’è trasformata in un centro dinamico e moderno, attirando capitali dell’estero, soprattutto nel settore dell’IT. Euro 2012 ha portato un’ulteriore iniezione di sviluppo. E tra quattro, quando la città sarà capitale europea della cultura, ci sarà un’altra impennata di notorietà. Ma per favore – dicono da queste parti – chiamateci con il nostro vero nome: Wroclaw. Decimo dei venti racconti che il quotidiano Europa, con la rubrica Koko Euro Spoko, dedica ai due paesi che ospitato gli europei di calcio.

(Nella foto uno dei locali trendy del Rynek, la piazza medievale di Wroclaw – Mt)

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La Madre Patria. La grande statua celebrativa della vittoria dell’Urss sul nazismo. Sta a Kiev e ricorda, proiettando l’ingombrante ombra russo-sovietica, che l’Ucraina, indipendente dal 1991, è ancora alla ricerca di una sua specifica identità nazionale e di un compromesso tra le diverse pulsioni territoriali e culturali che la animano. Ce ne parla Stefano Grazioli, nel quinto dei venti racconti che dedichiamo a Euro 2012. Il secondo ucraino. Li trovate tutti su Europa, nella rubrica Koko Euro Spoko.

(Nella foto la Madre Patria, immortalata da Michael Kirchoff. Fa parte di un lavoro sul paesaggio culturale nell’ex Urss, pubblicato da Fraction, rivista fotografica online – http://www.fractionmagazine.com

Leggi l’articolo su Europa

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Pubblicato da Russia Oggi l’11 maggio 2012

Trattori e carri armati. Memoria e inquinamento. Centri commerciali e pizzerie. Viaggio in una delle grandi città degli Urali (con galleria fotografica).

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Chelyabinsk, Parco della Vittoria (Mt)

Ciminiere, capannoni, ampie strade e poi di colpo, appena finisce la città, ecco il vuoto. Una vasta spianata, con sporadiche macchie di foresta e qualche specchio d’acqua. Così fino agli Urali, ultima barriera prima della vasta pianura siberiana.

Chelyabinsk, capoluogo dell’omonimo oblast, è uno dei grandi centri industriali degli Urali. Negli anni ’30, con i piani di sviluppo sovietici, la città, all’epoca di dimensioni limitate, conobbe una forte crescita. S’allargò ulteriormente durante la guerra, quando il Cremlino, a causa dell’aggressione nazista, spostò negli Urali apparato produttivo e maestranze. Dopo il 1945 furono creati nuovi stabilimenti e affluirono altri lavoratori. È così che Chelyabinsk, da città, divenne metropoli. Oggi ha 1,3 milioni di abitanti.

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