Pubblicato da Europa il 4 dicembre 2011
Un altro giro di giostra per il putinismo. Ma l’uomo forte di Mosca dovrà governare una nazione che sta cambiando. Parla Nicu Popescu, ricercatore dello European Council on Foreign Relations.
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La Duma ai tempi dello zar
Tutti dicono che tutto sommato è un rito di passaggio, scontato e prevedibile. Non a torto, viene da dire. Il voto per il rinnovo della Duma, ramo inferiore del Parlamento russo, ma decisamente superiore, quanto a poteri, rispetto al Consiglio della Federazione (non elettivo), offrirà il risultato che già tutti sanno: vincerà Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.
Eppure liquidare questo appuntamento in due battute sarebbe riduttivo. Primo perché non è automatico che Russia Unita ripeterà le abbuffate fatte in passato. S’avverte infatti qualche scricchiolio, in termini di consenso. Secondo perché, al di là del processo elettorale, si preannunciano tempi incerti a Mosca e dintorni. Sul piano della politica interna, dove in primavera ci sarà l’avvicendamento tra Putin e Medvedev alla presidenza. Come sotto il profilo delle relazioni internazionali. Di questi temi abbiamo discusso con Nicu Popescu, esperto dello European Council on Foreign Policy e capo, presso questo prestigioso think tank, delle ricerche sulla Russia e sull’Europa allargata.
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