Pubblicato da Europa il 15 febbraio 2011
L’organizzazione giovanile che ha guidato la rivolta anti-Mubarak si è ispirata a quella del 2000 in Serbia.
———

Il logo di Otpor
Abilità nell’utilizzo dei social network, tenacia, costanza, movimentismo, indipendenza dai partiti e una coesione da ultrà. Sono questi gli ingredienti che, durante la rivoluzione egiziana, hanno scandito l’azione del movimento 6 aprile, il gruppo, all’interno della fitta costellazione delle sigle giovanili, che più ha recitato la parte del leone. Nonché quello più organizzato. Sulla Midan Tahrir, i suoi militanti, ha riportato domenica il New York Times in un’ampia inchiesta a loro dedicata, hanno infatti messo a frutto le tattiche apprese durante due anni di preparazione, durante i quali si sono “cibati” di libri e teorie sulle rivoluzioni dal basso, apprendendo le relative tecniche di mobilitazione e coniugandole all’uso sapiente degli strumenti tecnologici.
Una delle esperienze a cui gli esponenti del movimento 6 aprile si sono rifatti maggiormente, ha scritto il quotidiano newyorkese, è quella di Otpor (resistenza), la potente “armata” giovanile serba che, facendo sue le idee del politologo americano Gene Sharp, stratega delle rivolte civili nonviolente, contribuì alla cacciata di Slobodan Milosevic nell’ottobre 2000. La riprova è che il gruppo egiziano ha scelto come logo quello stesso pugno chiuso, stilizzato, che a suo tempo figurava sui manifesti e sugli striscioni degli attivisti serbi.
(more…)
Read Full Post »