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Posts contrassegnato dai tag ‘Germania’

Wroclaw, capoluogo della Bassa Slesia, è una delle storie di successo della Polonia odierna. Un tempo città a trazione carbonifera, s’è trasformata in un centro dinamico e moderno, attirando capitali dell’estero, soprattutto nel settore dell’IT. Euro 2012 ha portato un’ulteriore iniezione di sviluppo. E tra quattro, quando la città sarà capitale europea della cultura, ci sarà un’altra impennata di notorietà. Ma per favore – dicono da queste parti – chiamateci con il nostro vero nome: Wroclaw. Decimo dei venti racconti che il quotidiano Europa, con la rubrica Koko Euro Spoko, dedica ai due paesi che ospitato gli europei di calcio.

(Nella foto uno dei locali trendy del Rynek, la piazza medievale di Wroclaw – Mt)

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Pubblicato da Europa il 25 maggio 2012

Il dialogo tra la Cancelliera tedesca e il primo ministro polacco è rodato. Entrambi guidano paesi in crescita, entrambi sono politicamente centristi, entrambi hanno trascorso parte della loro vita al di là del Muro. Ma è esagerato parlare di asse tedesco-polacco. Il termine “Mertusk”, coniato dal Wall Street Journal, indica la buona intesa tra i due politici e il fatto che Angela cerchi una sponda a Est, da contrapporre, quando ce ne sarà bisogno, a Hollande.  

(Nella foto, realizzata lo scorso novembre, uno scorcio del centro di Danzica, la città di Tusk)

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Pubblicato da Europa il 19 gennaio 2012

Cos’era la Mitteleuropa? A cosa si deve la sua mitizzazione? Oggi cos’è rimasto di quella esperienza? Intervista a Fernando Orlandi, storico e coautore di Mitteleuropa. Mito, letteratura, filosofia.

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Illustrazione di Giancarlo Montelli (da Europa)

La Mitteleuropa, questo coacervo di culture, paesaggi, filosofie, lingue, tradizioni, civilizzazioni e religioni. Difficile non subirne il fascino. Difficile non tracciare paralleli tra l’Austria-Ungheria e l’Europa odierna, adesso che la seconda sta seguendo – secondo qualche osservatore – la parabola della prima: crisi di identità, erosione di legittimità, litigiosità interna tra le sue tante anime. Seguirà il crollo?

Magari qualche analogia potrà anche esserci, ma analizzare il mondo comunitario tramite la lente asburgica è un’operazione azzardata, uno scovare il precedente a tutti i costi. Forse la cosa più sensata da fare è capire davvero cos’è stata la Mitteleuropa, di cui parliamo e a cui ci riferiamo molto spesso, senza però averne una conoscenza chiara. Torna d’aiuto, in questo, Mitteleuropa. Mito, letteratura, filosofia, volume dato recentemente alle stampe dell’editore trentino Silvy. Si tratta di un’opera puntuale e rigorosa, che restituisce una visione meno sommaria e nebulosa della Mitteleuropa. Abbiamo chiesto a uno dei due autori, Fernando Orlandi (l’altro è Massimo Libardi e i due dirigono il Centro studi sulla Storia dell’Europa orientale di Levico Terme), di radiografarci il “mito” mitteleuropeo.

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Pubblicato da Europa il 30 novembre 2011

Il ministro degli esteri polacco: la Germania si assuma le proprie responsabilità nella crisi dell’eurozona. Non era mai successo che un politico polacco di alto livello si prendesse il lusso di criticare la locomotiva d’Europa. 

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Radoslaw Sikorski

Mai visto che un ministro degli esteri polacco si prendesse il lusso di tirare le orecchie ai tedeschi, per giunta a Berlino. Ma le cose sono andate davvero così. Dunque è il caso di raccontarle. Lunedì pomeriggio Radoslaw Sikorski, capo della diplomazia di Varsavia, ha tenuto un discorso nella capitale tedesca, ospite della Deutsche Gesellschaft Für Auswärtige Politik, rispettato think tank di politica estera. Il tema era “la Polonia e il futuro dell’Europa”.

Sikorski è partito tracciando un parallelo – in voga negli ultimi tempi – tra il crollo della Jugoslavia e l’attuale stagnazione comunitaria, spiegando che fu la decisione serba di battere il proprio dinaro a dettare il cataclisma balcanico e lasciando intendere che oggi, qualora qualcuno volesse uscire dall’euro, sarebbero guai. Ha in seguito smentito la tesi secondo cui i mali dell’Ue deriverebbero dall’allargamento a Est. Cosa smontata d’altronde dai numeri. Nel ‘95 il commercio tra “vecchia” e “nuova” Europa era pari a 55 triliardi di dollari, adesso è salito a 222.  Poi è arrivata la stoccata alla Germania, colpevole a detta del ministro di non fare quello che potrebbe e dovrebbe fare, in una così precaria congiuntura economico- finanziaria, per salvare la moneta unica e l’Ue nel suo insieme.

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Pubblicato da Europa il 2 novembre 2011

Visioni nazionali, egoismi, lentezza, scarso ritmo, scarsa passione, deficit di europeismo. L’Ue ai tempi della crisi. Parlando Piero Graglia e Riccardo Perissich. 

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Illustrazione di Giancarlo Montelli

Il 14 settembre Jacek Rostowski, ministro delle finanze della Polonia, lo stato che detiene la presidenza di turno dell’Ue, si presenta all’Europarlamento e pronuncia un discorso, all’interno del quale c’è un passaggio che lascia impietriti. Questo: «Dobbiamo salvare l’Europa a tutti i costi. La possibilità di una guerra nei prossimi dieci anni è uno scenario che dobbiamo contemplare».

Da Rostowski alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Intervenendo il 27 ottobre al Bundestag per spiegare ai parlamentari la necessità di approvare le misure emergenziali contro la crisi, frau Angela afferma: «Non diamo per garantiti altri cinquant’anni di pace e prosperità. Se crolla l’euro, crolla l’Europa (…) Nessuno di noi può prevedere le conseguenze in caso di fallimento». E giù a scrivere, la stampa, che la Merkel evoca scenari apocalittici.

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