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Le rappresentative di calcio di Croazia e Serbia si incontrano la prima volta dal 1991. Tensione sportiva, tensione politica. Un mio racconto sulla rivalità più marcata dell’ex Jugoslavia. Su Europa.

Sempre in questi giorni sono usciti altri articoli sulla partita di Zagabria. Eccoli:

Croazia-Serbia, la partita di calcio che sembra guerra
Rodolfo Toè, Linkiesta

Croazia contro Serbia, una partita per battere l’odio
Pierangelo Sapegno, La Stampa

Croazia-Serbia ad alta tensione. “Ricordate che è solo sport”
Maurizio Crosetti, La Repubblica

Croazia-Serbia non è solo una partita, ma una storia che riguarda tutti noi
Giuseppe Ceretti, Il Sole 24 Ore

“La mia partita di guerra e pace”
Andrea Di Caro, La Gazzetta dello Sport, intervista a Sinisa Mihajlovic

Il pallone con la miccia dentro 
Damiano Benzoni, Avvenire

 

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Condannato a dieci anni, per tangenti, l’ex primo ministro croato. Che non è l’unico politico dell’ex Jugoslavia a essere finito al centro di uno scandalo. La corruzione sembra dilagare e anche quando non tracima, viene usata come strumento di lotta e propaganda politica. Breve punto della situazione. 

L’immagine è tratta da http://www.zagica.blogspot.it

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Cadono le accuse nei confronti del generale croato Ante Gotovina, che torna in libertà dopo la condanna del 2011 comminata dalla Corte per l’ex Jugoslavia, con sede all’Aja. Festa in Croazia, rabbia in Serbia. 

Foto – Lo scatto, di Ignacio Maria Coccia, è una delle immagini pubblicate nel reportage sui luoghi croati della guerra, realizzato l’anno scorso per la rivista East.  

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In pratica succede questo: che domani, alle elezioni amministrative di Srebrenica, i serbi potrebbero per la prima volta conquistare il municipio. Va da sé che, visto quello che c’è stato in passato, ovvero il genocidio del 1995, la cosa spaventa notevolmente i musulmani. Costoro, finora, avevano sempre espresso il primo cittadino, nonostante siano minoranza nell’abitato. Questo perché s’è sempre votato sulla base del censimento del 1991, quando prima della guerra,  dell’eccidio compiuto dagli uomini di Ratko Mladic e della successiva fuga dei superstiti, i bosgnacchi (musulmani bosniaci) erano in netta maggioranza.

Stavolta le regole sono cambiate: il diritto di voto spetta agli effettivi residenti. Tuttavia Calim Durakovic, il candidato sindaco bosgnacco, ha cercato in questi mesi di far registrare nelle liste elettorali locali quanta più gente possibile, tra i suoi, per ribaltare la situazione, continuare a governare nel villaggio e impedire ai serbi di prendere il potere e avviare – questo pensano i musulmani – un’azione di revisionismo storico. Ne ho parlato ieri sul Venerdì di Repubblica. Di seguito una serie di articoli utili per capire lo scenario sul quale questo voto, carico di significato, si innesta.

Il voto di Srebrenica
Michele Biava (Osservatorio sui Balcani)

Sul futuro di Srebrenica la condanna del passato
Rodolfo Toè (La Stampa)

Domani è ancora ieri
Un mio vecchio articolo da Srebrenica pubblicato da Diario della Settimana. Si parla anche di Calim Durakovic, oggi candidato sindaco.

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Qualche scatto da Srebrenica, realizzato nel luglio 2010.

Srebrenica, genocidio senza memoria
La recensione a Cartolina dalla fossa, il volume sul genocidio scritto da Emir Suljagic, il giornalista e giovane politico musulmano che coordina il programma “Voterò a Srebrenica”, con cui Calim Durakovic, facendo registrare quanti più elettori musulmani possibili nel registro elettorale del villaggio, cerca di battere i serbi alle elezioni di domani.

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E così siamo a diciassette anni. Tanti ne sono passati da quando i militari serbo-bosniaci, agli ordini di Ratko Mladic, nel luglio del 1995, presero Srebrenica e trucidarono più di 8mila persone di etnia musulmana e di sesso maschile. Quella è stata la carneficina più orribile del secondo ’900. Un genocidio in piena regola. Come ogni anno pubblichiamo articoli, reportage e contributi vari dedicati, nel corso degli anni, a Srebrenica. Li trovate qui di seguito. 

(Nella foto, particolare di una riesumazione di un cadavere di Srebrenica. Scatto realizzato a Potocari, borgo situato a cinque chilometri da Srebrenica, nel museo allestito all’interno dell’ex comando dei caschi blu olandesi) 

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Domani è ancora ieri
Reportage da Srebrenica pubblicato da Diario nel dicembre del 2009

Srebrenica, genocidio senza memoria
La ricostruzione della mattanza. Su Europa, luglio 2010

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Il numero delle vittime e il nome dello scarno fotoreportage realizzato, anch’esso, nel 2010.

Srebrenica, il peso della storia
Le commemorazioni del sedicesimo anniversario, raccontante su Europa.

Lo Mladic bifronte dell’Aja
La cronaca del processo al generale serbo-bosniaco, in corso in Olanda. Pubblicato da Europa il 17 maggio 2012.

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