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Posts contrassegnato dai tag ‘Medvedev’

Pubblicato da Europa l’8 agosto 2012

La performance degli atleti russi a Londra 2012 può essere definita, già da ora, negativa. Il crollo dell’Urss e il gap tecnologico con l’Occidente sono, secondo l’oligarca Mikhail Prokhorov, le cause del flop del movimento olimpico. 

Nella foto, presa in prestito dagli archivi di Rich Clarkson, la cerimonia inaugurale di Mosca 1980

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Pubblicato da Europa il 24 luglio 2012

Il presidente del consiglio in Russia. Sei accordi pesanti portati a casa dalle aziende italiane. Puntare sull’«economia e reale», mentre i mercati ballano paurosamente: questa la scelta del capo del governo. Che, rispetto al predecessore, ha da subito «spersonalizzato» i rapporti con la leadership del Cremlino. 

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Pubblicato da Europa l’8 maggio 2012

Lo davano per finito. Invece il “Darth Vader” della politica russa, capo della corrente conservatrice dell’élite politica russa, continuerà ancora a essere uno dei pesi massimi di Mosca. 

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Igor Sechin (Flickr)

Igor Sechin, il più potente tra i siloviki, gli ex ufficiali del Kgb entrati a palazzo con Putin, interpreti del neo-conservatorismo russo, è stato dato per finito negli ultimi tempi. «La sua corrente, quella dei falchi, è ormai minoritaria», «i modernizzatori lo stanno emarginando», «non è più il cattivo di una volta». Questo, a più riprese, s’è sentito sul conto.

Il declassamento da vice capo dell’amministrazione presidenziale a vice primo ministro deciso da Medvedev nel 2008, nonché il licenziamento da presidente del colosso petrolifero Rosneft, operato l’anno scorso, sempre dal capo uscente dello stato, sembravano avvalorare queste tesi. Invece no. Come al solito la cremlinologia s’è rivelata scienza altamente inesatta. Perché Sechin è stato il grande regista dei tre accordi energetici siglati recentemente da Rosneft con l’americana Exxon, l’italiana Eni e la norvegese Statoil. Sulla base delle intese, arrivate una dietro l’altra, la Russia concede alle tre compagnie il diritto a esplorare l’Artico e a trivellarlo.

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Pubblicato da Europa il 26 aprile 2012

In Russia si torna a sbeffeggiare il potere, dopo una lunga fase censoria. Protesta e dileggio vanno a braccetto sul web.

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Putin come Mr. Burns

Correva l’anno 2000. Vladimir Putin era stato eletto da pochissimo capo dello stato. Mikhail Zlatkovsky – il più famoso vignettista politico russo, instancabile canzonatore di Eltsin, il primo a prendersi il lusso di fare la caricatura di Gorbaciov, sul finire della stagione della perestrojka – fu convocato dal direttore di Literaturnaya Gazeta, testata presso cui all’epoca lavorava. «Misha, non è più il caso di raffigurare Putin. Il giovanotto è un po’ sensibile», tagliò corto il suo capo, riferendo le nuove direttive del Cremlino. Da allora Zlatkovsky non ha più potuto burlarsi, con la sua matita, dell’uomo forte di Mosca, sbeffeggiato a più riprese tra il momento dell’investitura a presidente facente funzione (1999) e l’elezione. Oggi lavora a Novye Izvestia e pubblica cose che non graffiano.

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Pubblicato da Europa il 20 marzo 2012

Tre fazioni si contendono il favore di Putin per i ministeri chiave.

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(wwww.kremlin.ru)

La vittoria netta ottenuta da Putin alle presidenziali ha fiaccato il morale dell’opposizione, peraltro divisa al suo interno. La piazza si sta svuotando (anche se la protesta ha lasciato e lascerà segni evidenti nel sistema politico). Le luci dei riflettori, ora, si spostano sul palazzo. Sono infatti in corso serrate trattative in vista della formazione del nuovo governo, che sarà con ogni probabilità presieduto da Dmitrij Medvedev. 

Le diverse fazioni dell’establishment, riferiscono gli analisti, stanno cercando di assicurarsi quante più poltrone possibili e di arginare, al tempo stesso, gli spazi di manovra dei rivali. Tre – secondo quanto riporta il giornalista di Radio Free Europe Brian Whitmore, riprendendo un’analisi del quotidiano Vedomosti – le correnti impegnate nella tenzone. Capeggiate da altrettanti vice primi ministri. 

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