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Posts contrassegnato dai tag ‘Nato’

Pubblicato da Europa il 15 novembre 2012

Il primo ministro Donald Tusk, artefice del “miracolo polacco”, è dato come possibile candidato del Partito popolare europeo alla presidenza della Commissione. Pro e contra della sua eventuale discesa in campo. Un altro polacco, il ministro degli esteri Radek Sikorski, potrebbe invece ritentare l’assalto al vertice della Nato, già fallito nel 2009. 

Foto – Famiglia polacca a Danzica, durante le celebrazioni del giorno dell’indipendenza, l’11 novembre. Lo scatto è del 2011. 

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Pubblicato da Europa il 3 ottobre 2012

Il voto georgiano segna la fine dell’era Saakashvili e dell’esperienza dei regime change di piazza nell’arco post-sovietico. Un bilancio sull’eredità rivoluzionaria nel paese caucasico e in Ucraina. 

La foto è tratta dal sito www.rose-revolution.2tbilisi.ge.

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Pubblicato da Europa il 9 dicembre 2011

L’attacco del premier russo alla Clinton – è lei ad aver fomentato le proteste a Mosca – suona come una mossa elettorale in vista delle presidenziali.

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(www.cbsnews.com)

Tutta colpa degli americani. Sono loro, su regia di Hillary Clinton, che hanno fomentato le proteste di piazza, le più importanti da qualche anno a questa parte, andate in scena a Mosca all’indomani delle elezioni per il rinnovo della Duma, non proprio trasparenti, tenutesi domenica. È senza dubbio pesante, l’accusa scagliata ieri da Vladimir Putin nel corso di un incontro con i delegati del Fronte popolare, una sorta di estensione del suo partito, Russia Unita, nella società civile.

Il primo ministro russo ha spiegato che Hillary Clinton avrebbe criticato preventivamente la gestione delle elezioni. Questi giudizi, ha proseguito, hanno costituito il «segnale» d’inizio della protesta, che è stata sostenuta attivamente dal dipartimento di stato.

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Pubblicato da resetdoc.org il 14 settembre 2011

Analisi dei disordini alla frontiera serbo-kosovara. I punti deboli di Pristina e quelli di Belgrado. Una contesa apparentemente senza soluzioni.

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Mitrovica, il ponte (Mt)

Gli scontri di fine luglio alla frontiera con la Serbia hanno riportato il Kosovo sotto le luci della ribalta, dopo una fase, quella seguita all’indipendenza del 17 febbraio del 2008, scandita da blackout mediatico. Gli incidenti, che hanno provocato la morte di un poliziotto albanese e numerosi feriti, testimoniano che nel più giovane degli stati sorti sulle ceneri della Jugoslavia la situazione rimane tesa e che i grandi punti interrogativi sollevati prima dell’indipendenza – il rapporto tra maggioranza albanese e minoranza serba, le relazioni tra Pristina e Belgrado, quelle tra Belgrado e i serbi del Kosovo, la prospettiva europea della Serbia – rimangono sul tavolo.

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Pubblicato da Europa il 26 agosto 2011

La vittoria della Nato induce i russi, che sulla questione libica hanno tergiversato, a pensare che le grandi aziende presenti nel paese nordafricano perdano milioni di euro in contratti e forniture

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«La Libia è completamente persa. La Nato non permetterà alle nostre compagnie lì presenti di fare affari». Le parole rilasciate l’altro ieri all’agenzia Reuters da Aram Shegunts, direttore generale del Business Council russo-libico, riflettono un sentimento piuttosto diffuso tra l’élite politicoeconomica della Federazione e rinfocolano la classica convinzione che l’Alleanza atlantica voglia fare quello che secondo Mosca ha sempre fatto: ostacolare, mettere i bastoni tra le ruote, isolare.

La vittoria occidentale in Libia e la capitolazione di Gheddafi, con cui i russi hanno sempre fatto buoni affari, induce a credere che i contratti, le forniture e gli appalti che alcuni colossi nazionali s’erano aggiudicati negli anni passati possano andare in fumo. Il sito russiaprofile.org, l’altro ieri, ha snocciolato la lunga lista di aziende che potrebbero ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Tra queste figurano Gazprom e Tatneft, impegnate nel settore energetico, Irkut (aeronautica), Tactical Missiles Corporation (sistemi difensivi) e Rosoboronexport, compagnia statale produttrice di armi.

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