Postato in Russia, tagged Energia, Gazprom, Geopolitica, Gheddafi, Libia, Mediterraneo, Medvedev, Nato, Putin, Russia il giorno 26 agosto 2011 |
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Pubblicato da Europa il 26 agosto 2011
La vittoria della Nato induce i russi, che sulla questione libica hanno tergiversato, a pensare che le grandi aziende presenti nel paese nordafricano perdano milioni di euro in contratti e forniture
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«La Libia è completamente persa. La Nato non permetterà alle nostre compagnie lì presenti di fare affari». Le parole rilasciate l’altro ieri all’agenzia Reuters da Aram Shegunts, direttore generale del Business Council russo-libico, riflettono un sentimento piuttosto diffuso tra l’élite politicoeconomica della Federazione e rinfocolano la classica convinzione che l’Alleanza atlantica voglia fare quello che secondo Mosca ha sempre fatto: ostacolare, mettere i bastoni tra le ruote, isolare.
La vittoria occidentale in Libia e la capitolazione di Gheddafi, con cui i russi hanno sempre fatto buoni affari, induce a credere che i contratti, le forniture e gli appalti che alcuni colossi nazionali s’erano aggiudicati negli anni passati possano andare in fumo. Il sito russiaprofile.org, l’altro ieri, ha snocciolato la lunga lista di aziende che potrebbero ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Tra queste figurano Gazprom e Tatneft, impegnate nel settore energetico, Irkut (aeronautica), Tactical Missiles Corporation (sistemi difensivi) e Rosoboronexport, compagnia statale produttrice di armi.
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