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Posts contrassegnato dai tag ‘Onu’

Pubblicato da Resetdoc il 12 settembre 2012

Interessi strategici, geopolitica, timori a riguardo di un effetto domino che potrebbe arrivare fino al Caucaso del nord, i costi proibitivi delle evacuazioni dei russi che vivono in Siria. Sono tra le ragioni che portano Mosca a lavorare affinché a Damasco non ci sia regime change.

Immagine – Il porto di Tartus, in Siria, visto dal satellite. Nell’infrastruttura ormeggiano alcune navi militari russe. 

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L’inquilino del palazzo di vetro ha effettuato una lunga visita che l’ha portato a toccare tutte le capitali dei paesi post-jugoslavi. L’obiettivo? Ricordare che la regione ha i suoi problemi e che non può rassegnarsi allo status quo. 

(Nella foto, riesumazioni a Srebrenica. Pannello situato all’interno dell’ex comando dei caschi blu Onu – Mt)

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Incidenti alla frontiera settentrionale del Kosovo. Il governo di Pristina manda le forze speciali di polizia a occupare le dogane e i serbi, che controllano tutto il versante nord del paese, reagiscono duramente. Bombe carta, sassaiole, spari. Ci rimette la vita un agente kosovaro. Numerosi feriti. Le truppe Nato prendono il controllo del confine. Il Kosovo, uscito dalla cronache dopo l’indipendenza del 2008, torna a fare notizia. Analisi e prospettive in un articolo su Europa e in un’intervista a Radio Radicale.

 

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Pubblicato da Europa il 21 luglio 2010

Domani la sentenza della corte internazionale di giustizia sull’indipendenza del Kosovo. Cosa aspettarsi?

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Ronda Nato a Mitrovica (Mt)

Finalmente la sentenza. La corte internazionale di giustizia (Cig), dopo quasi due anni di sessioni, si pronuncerà domani sulla legittimità o meno dell’indipendenza del Kosovo, arrivata il 17 febbraio 2008 con una dichiarazione unilaterale. A deferire la questione ai togati internazionali era stata l’assemblea generale dell’Onu, nell’ottobre 2008, votando a favore di un’apposita mozione presentata dal governo serbo.

La decisione è molto attesa, sia dagli albanesi del Kosovo, sia dalla leadership serba. I primi, se i giudici dovessero sostenere che la secessione del 2008 non ha violato le regole del diritto internazionale, avrebbero modo di sottolineare la bontà del loro processo di autodeterminazione e verrebbero riconosciuti formalmente come stato sovrano da una discreta manciata di paesi che finora hanno preferito non sbilanciarsi su tale fronte (a oggi sono solo 69 le nazioni che hanno allacciato rapporti diplomatici con il Kosovo). Il che permetterebbe all’élite politica di Pristina di alleggerire la sindrome da paese-fantasma e di perseguire con maggiore vigore la costruzione di quello stato che ancora non c’è.

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