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Posts contrassegnato dai tag ‘Seconda guerra mondiale’

Pubblicato da Resetdoc il 17 gennaio 2013

Il rapporti russo-polacchi visti attraverso il prisma dell’eccidio di Katyn, uno dei peggiori dell’interno ’900. Dialogo e controversie, vicinanze e lontananze, prospettive e regressioni di una relazione complessa. 

Foto – Scena dal film “Katyn”, del regista polacco Andrzej Wajda

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Pubblicato da Europa il 12 settembre 2012

Gli archivi di stato statunitensi declassificano documenti che danno vigore alla tesi secondo cui Roosevelt seppe dello sterminio di 22mila polacchi compiuto dai sovietici. Non disse nulla, visto che non intendeva incrinare l’alleanza di guerra con Stalin. Anche dopo il ’45 Washington mantenne un approccio ambiguo. 

Foto – Riproduzione dell’area di Katyn realizzato nel 1946 da Gregor Slowenczik, reporter al seguito della Wermacht. Da http://www.archives.gov, il sito degli archivi americani. 

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Ogni 18 luglio la città di Ancona, dove attualmente vivo, celebra la liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1944. A cacciare le truppe tedesche dal capoluogo marchigiano fu il Secondo corpo d’armata polacco. Soldati, guidati dal generale Wladyslaw Anders, che dai campi di prigionia sovietici (ci finirono dopo il patto Ribbentrop-Molotov) giunsero sul fronte italiano al termine di un lungo addestramento in Asia Centrale e Medio Oriente. Liberarono Ancona e Bologna. Ma la loro grande impresa, quella che resta scolpita nella storia, fu lo sfondamento della linea di Montecassino. L’anno scorso, sul quotidiano Europa, ho ripercorso il lungo viaggio di Anders e della sua truppa. Una storia, la loro, sulla quale fino a qualche anno fa era stata calata una cortina di silenzio. Di seguito trovate i link ai due articoli dedicati al Secondo corpo d’armata polacco. Li ripropongo in occasione della liberazione di Ancona e delle commemorazioni, molto toccanti, tenutesi oggi alla presenza tra l’altro di diversi reduci polacchi. La foto, invece, è stata scattata ieri al cimitero militare polacco di Loreto, dove riposano alcuni di quei militari che parteciparono alla campagna d’Italia. 

Un esercito in esilio
(Europa, 1 settembre 2011)

La liberazione polacca
(Europa, 2 settembre 2011)

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La “lunga marcia” del generale Wladyslaw Anders e la battaglia di Montecassino, l’inno polacco scritto durante la campagna napoleonica in Italia, quello italiano con il riferimento alla Polonia, sorella di sventura. I legami tra Roma e Varsavia sono forti. Ecco perché domani, nella finalissima contro la Spagna, tutti i polacchi tiferanno per gli azzurri. Sedicesima puntata di Koko Euro Spoko, la rubrica che il quotidiano Europa dedica ai due paesi che ospitano Euro 2012. 

(Nella foto un carro armato polacco della Seconda guerra mondiale. Museo dell’esercito di Poznan – Autunno 2011) 

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Wroclaw, capoluogo della Bassa Slesia, è una delle storie di successo della Polonia odierna. Un tempo città a trazione carbonifera, s’è trasformata in un centro dinamico e moderno, attirando capitali dell’estero, soprattutto nel settore dell’IT. Euro 2012 ha portato un’ulteriore iniezione di sviluppo. E tra quattro, quando la città sarà capitale europea della cultura, ci sarà un’altra impennata di notorietà. Ma per favore – dicono da queste parti – chiamateci con il nostro vero nome: Wroclaw. Decimo dei venti racconti che il quotidiano Europa, con la rubrica Koko Euro Spoko, dedica ai due paesi che ospitato gli europei di calcio.

(Nella foto uno dei locali trendy del Rynek, la piazza medievale di Wroclaw – Mt)

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