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Posts contrassegnato dai tag ‘Tymoshenko’

Pubblicato da Europa il 3 ottobre 2012

Il voto georgiano segna la fine dell’era Saakashvili e dell’esperienza dei regime change di piazza nell’arco post-sovietico. Un bilancio sull’eredità rivoluzionaria nel paese caucasico e in Ucraina. 

La foto è tratta dal sito www.rose-revolution.2tbilisi.ge.

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Ieri la giustizia ucraina ha rifiutato il ricorso presentato dall’ex primo ministro Yulia Tymoshenko. L’ex eroina della rivoluzione arancione resta dunque in cella, dove sconta la condanna a sette anni di carcere comminata lo scorso ottobre. Tymoshenko non potrà competere alle legislative di quest’autunno. Radio Vaticana mi ha sentito sull’argomento. Qui potete leggere o ascoltare l’intervista.

 

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Pubblicato da Studio il 9 giugno 2012

Nel 1974 il colonnello Lobanowsky viene chiamato sulla panchina della Dinamo Kiev. Fa la rivoluzione. Applica la disciplina militare e i metodi matematici al calcio e apre il ciclo irripetibile del calcio ucraino, segnato da due Coppe delle Coppe. La prima nel ’75 e la seconda nell’86, l’anno maledetto di Chernobyl. Una lettura calcistica della biografia di questo paese, che ospita Euro 2012 insieme alla Polonia e che scende in campo oggi. Con Shevchenko, l’ultimo grande allievo di Lobanowsky, ancora leader.  

(Nella foto il grande mister della Dinamo Kiev e dell’Urss)

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Pubblicato da Linkiesta il 30 aprile 2012

Il caso Tymoshenko è emerso con tutta la sua forza guadagnando spazio sui media. Ha cancellato l’idea di paese moderno che Kiev voleva trasmettere e posto la detenzione dell’ex primo ministro in primo piano. Tedeschi e polacchi sono contrariati. Il presidente Viktor Yanukovich potrebbe salvarsi liberandola. Ma se la troverebbe in lizza alle parlamentari di ottobre. 

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Kiev al tempo della rivoluzione arancione (Flickr.com)

Gli europei di calcio, che iniziano a giugno, sono per l’Ucraina una formidabile vetrina mediatica. Un’occasione con cui dimostrare che il paese, anche se lontano dai livelli ormai pienamente europei della Polonia, insieme alla quale organizza la kermesse, non è soltanto quella terra povera, flagellata dall’Aids, piena di città orribili e dalla quale tutti cercano di andarsene che i media occidentali – quelli italiani sono purtroppo tra i più accaniti – spesso descrivono. Ci sono ricchezze culturali, potenzialità economiche e dinamismi sociali da esibire. L’eurovisione può servire proprio a questo: a sdoganare l’altra faccia, quella poco sconosciuta, dell’ex repubblica sovietica.

Il problema è che rischia di saltare tutto. Molto dipende dall’affaire Tymoshenko, che ha trascinato l’Ucraina al centro della scena mediatica. Com’è noto, lo scorso ottobre l’ex paladina della fazione “arancione” è stata condannata a sette nni di carcere con l’accusa di avere stipulato con Mosca, nel 2009, contratti energetici lesivi degli interessi nazionali. Gli analisti, all’unisono, hanno visto in questo una mossa politica, condita da una volontà di rivalsa, da parte dell’attuale presidente Viktor Yanukovich, il vinto della rivoluzione arancione (in parte è vero ma la questione presenta anche altre sfaccettature). L’Ue ha parlato senza troppi fronzoli di “giustizia selettiva”.

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Pubblicato da Europa il 12 ottobre 2011

Politica, potere, soldi, gas, Europa e Russia. Tutti i fattori e tutti i nodi del processo Tymoshenko. Ieri la sentenza in primo grado, pesante. All’ex premier sono stati comminati sette anni di carcere. 

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(rt.com)

Sette anni di carcere. Tanti quanti ne aveva chiesti l’accusa. Si conclude così, senza sconti e senza attenutati, il processo più famoso della storia post-sovietica dell’Ucraina: quello a carico di Julia Tymoshenko. La guida carismatica della “rivoluzione arancione”, ex primo ministro e oggi numero uno dell’opposizione, finisce dentro.

Ieri il giudice Rodion Kirejev, snocciolando la sentenza, ha ribadito l’accusa alla base di questo procedimento giudiziario, di natura penale. Tymoshenko, in qualità di primo ministro, abusò «deliberatamente e in flagranza» dei suoi poteri, «per scopi criminali», quando nel 2009 siglò con l’omologo russo Vladimir Putin i nuovi termini decennali delle importazioni di gas russo, infliggendo a Naftogaz, la compagnia statale del metano, un danno calcolato in 1,5 miliardi di hrivna. Calcolatrice alla mano, si tratta di circa a 135 milioni di euro. Tymoshenko, questa cifra, è tenuta a ripagarla. Così ha stabilito la corte, che ha peraltro comminato alla “pasionaria di Kiev” il divieto di ricoprire cariche pubbliche per tre anni. Messa in altri termini, significa che quando in Ucraina si tornerà a votare – a ottobre 2012 si rinnova il parlamento monocamerale (Rada) – la nostra non potrà candidarsi.

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