
Pubblicato da Europa il 4 gennaio 2012
Vladimir Franz. Compositore, drammaturgo, intellettuale a tutto tondo. Il suo corpo è tatuato da cima a fondo. Corre alla presidenziali in Repubblica ceca e, se si va oltre l’aspetto pittoresco, si scopre un personaggio che ama l’antipolitica, ma non la declina in termini distruttivi. Come, sappiamo, accade altrove.
La foto è tratta dal sito di Vladimir Franz (vladimirfranz.cz)
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Quelle dell’11 e 12 gennaio sono le prime elezioni presidenziali dirette nella storia post-’89 della Repubblica ceca. Una competizione vera, serrata. Nove concorrenti ai nastri di partenza. Martin Fendrych, firma dell’autorevole settimanale Tyden, li ha recentemente raggruppati in tre distinti insiemi. Quattro, ha scritto, sono esponenti della partitocrazia alla ceca. Due – il tecnocrate Jan Fischer e l’attuale ministro degli esteri Karel Schwarzenberg – sono parzialmente alternativi al “sistema”. I restanti tre si collocano fuori dal perimetro dell’establishment.
In quest’ultimo terzetto spicca l’eclettico intellettuale Vladimir Franz. Non andrà al ballottaggio, dove con ogni probabilità se la giocheranno Fischer e l’ex primo ministro Milos Zeman, fuoriuscito dai socialdemocratici nel 2009. Eppure rischia di andare in doppia cifra e la cosa sta facendo parecchia notizia, anche fuori dai confini della repubblica boemo-morava. Perché Franz è un personaggio stravagante, almeno a giudicare dai tatuaggi che tappezzano quasi tutto il suo corpo. Il volto ne è completamente ricoperto e quasi a malapena si scorgono gli occhi, d’un celeste intenso [...]
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